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Esposizioni
IERI
Avvenimenti nazionali ed internazionali sul Futurismo e su altri temi correlati ampiamente documentati da comunicati stampa, testi critici ed immagini fotografiche.





ROBERTO MARCELLO BALDESSARI

Spirale tricolore su Roma, 1923















ENRICO PRAMPOLINI
Forme architettoniche-paesaggio futurista ideale, 1921 ca.
















FORTUNATO DEPERO
Visione Caprese (paese di tarantelle), 1918
 


Piazze d'Italia e dintorni

Viaggio nelle città dei pittori contemporanei (1917-1957)



Chiesa di Sant'Apollinare, San Giovanni in Persiceto

10 luglio - 3 ottobre 2004

 

 

Arte & Città 2004: "La piazza, sentimento del tempo"

Se una notte d'inverno un viaggiatore giungesse fino alla piazza centrale di San Giovanni in Persiceto, potrebbe scoprire un contesto piacevole, arioso, pulito; assai evoluto per gli anni in cui è stato costruito, che mostra ancora ai giorni nostri un'insolita leggera eleganza.

Giungendo dalla penombra dei portici, gli si aprirebbe di colpo lo sguardo su piazza del Popolo, dove da un lato svettano la Torre civica, la Chiesa Collegiata di San Giovanni e le sue gradinate, che conservano sempre l'apparenza di una grande e secolare platea, e dall'altro il Municipio che si affaccia sulla piazza con la sua austerità. Un modo di assaporare il connubio e l'antagonismo storico tra il potere spirituale e quello temporale, che sembrano virtualmente scontrarsi, ma che in realtà vengono distanziate dallo spazio fisico destinato alla società civile, ai cittadini, senza i quali nessuna delle due istituzioni potrebbe sussistere.

Il visitatore scoprirebbe quindi con sorpresa un luogo antico e insieme capace di parlare del tempo in cui viviamo, dei drammi ma anche delle speranze che abbiamo, senza aggredire o sottomettere ciò che abbiamo ereditato dal passato. Constaterebbe che è possibile intervenire su esperienze architettoniche consolidate, con sensibilità e rigore, riscoprendo e valorizzando ciò che è stato fatto dalle generazioni che ci hanno preceduto.

Scoprirebbe, in poche parole, il valore della piazza, un luogo aulico ed importante che segna profondamente i tessuti urbani consolidati, ma che è stato praticamente rimosso nelle metropoli e nei loro quartieri periferici. Un luogo sostituito, come qualcuno ha teorizzato, dai canali della televisione - la nuova piazza elettronica - che sono però privi del rapporto fisico con l'interlocutore, della possibilità di vedere in volto il destinatario della nostra comunicazione e dunque di coglierne ogni singolo aspetto a livello di espressività e di mimica corporea.

La piazza, l'antica agorà, ovvero la platea in cui si svolgevano le discussioni pubbliche, è da sempre il centro di aggregazione civile, di decisioni, di feste civili e religiose, di devozione, di manifestazioni, di tumulti. Un luogo in cui i cittadini possano concretamente incontrarsi; e tale ruolo è proprio della piazza che torna cosi a rivestire la sua primaria funzione di interazione sociale, fatta da allegri incontri, da scambi degli sguardi, dal rito del saluto dalla freschezza del dialogo e del confronto in cui si esprimono le proprie idee e si manifesta il senso comune di appartenenza alla comunità.

La consapevolezza e l'orgoglio della piazza come cuore pulsante della comunità, come identità dei cittadini, i quali hanno le loro radici nelle architetture, nelle strade, nelle piazze. Un segno di identificazione forte nella memoria di chi la vive, contrapposta a quegli spazi anonimi e non caratterizzati delle moderne metropoli e dei loro quartieri in espansione, un po' tutti uguali tra loro, che rischiano di non lasciare in chi ci abita memoria e traccia del luogo in cui si vive la piazza come sentimento del tempo, che viene colto non solo attraverso la stratificazione urbanistica, segnata dal tempo e dalla storia, ma anche grazie a uno dei più antichi strumenti per la misura del tempo, la meridiana o orologio solare - forse il più grande del mondo - intessuto intimamente con la pavimentazione in lastre di arenaria. Ed è proprio alla piazza che viene dedicata Arte&Città 2004, al luogo protagonista della vita in una comunità storica, al luogo che assume un nuovo significato attraverso l'invenzione scenica delle sculture di autori importanti, da Manzù a Messina a Pomodoro, e che ritrova un modo nuovo di riappropriarsi dell'originaria vitalità, del proprio ruolo di luogo di aggregazione della vita cittadina. Un ruolo che la vede accolta a pieno titolo tra le piazze d'Italia, quelle stesse che sono raffigurate nelle pregiate opere pittoriche, da Prampolini a De Chirico a De Pisis, in mostra presso la chiesa di Sant'Apollinare.



Wolfango Horn

Assessore alla cultura e atta comunicazione del Comune di San Giovanni in Persiceto

Paola Marani
Sindaco del Comune di San Giovanni in Persiceto




 

Chiesa di Sant'Apollinare
San Giovanni in Persiceto

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