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Esposizioni
IERI
Avvenimenti nazionali ed internazionali sul Futurismo e su altri temi correlati ampiamente documentati da comunicati stampa, testi critici ed immagini fotografiche.





ENRICO PRAMPOLINI
Architettura nello spazio, 1920 ca.















ENRICO PRAMPOLINI
Progetto per un teatro all'EUR, 1942 ca.
 















ENRICO PRAMPOLINI
Simultaneità architettonica, 1921 ca.















ENRICO PRAMPOLINI
Progetto per architettura polimaterica, 1941 ca.
 


Arti & Architettura 1900/2000

Palazzo Ducale, Genova

2 ottobre 2004 - 13 febbraio 2005

 

 



ENRICO PRAMPOLINI

Plastico per il film Mani, 1931 ca.


 

Architetture e oggetti d'emozione - Germano Celant

La storia tra “Arti&Architettura” è il tentativo di ricapitolare un viaggio di contaminazioni e di osmosi in cui le arti, quanto l’architettura, hanno tentato di non lasciarsi condannare a rimanere circoscritte nella cerchia di un auto riferimento, ma hanno avuto il coraggio di proporre percorsi alternativi, spesso inclassificabili, ma certamente multiformi, impossibili da ricondurre a un unico territorio linguistico.

Questa insofferenza per un solo codice o ambito, stabile ed immutabile, convenzionale ed immobilizzante, le ha condotte a una complicità e a una rete di relazioni e di rimandi dove hanno contato l’intreccio e la complicazione. Ha costituito una dinamica e ha messo incessantemente in discussione il pensiero del fare e del costruire.

Nell’attrazione reciproca si sono sviluppate opere che hanno portato al culmine sia una vertiginosa utopia, quanto una pratica del pensiero costruttivo che stravolgono e ribaltano il procedere comune, quanto aprono l’architettura, la pittura, la fotografia, il design, il cinema, la letteratura e la scultura ad una creatività e un’espressività inedite.

Questo procedere dalle intensità figurali e pulsionali non si ferma a una data, ma si alimenta quotidianamente perché scaturisce da una necessità fisiologica delle arti e dell’architettura a vivere di azzardi e di pericoli, che oggi si traducono in edifici dalla forte spettacolarità e iconicità.

Il senso dell’avventura e dell’incertezza non si comunica allora soltanto attraverso i documenti che compongono un evento ed un’esposizione, come “Arti&Architettura 1900/2000“, ma vive pure della voluttà intellettuale e pratica di assumere delle fluttuazioni esperienziali ed emotive che si legano al costruire fattuale e concreto di edifici e di architetture effimere che acquistino una presenza e si staccano dall’esistente.

Qui si suggella il programma di questa complicità tra le arti e si attua anche un godimento diretto della costruzione, dove la conoscenza non si basa solo sull’informazione veicolata, in mostra, da modelli, film, disegni, fotografie, libri, dipinti e sculture, ma verte sull’esperienza diretta dell’abitare il manufatto progettato dall’architetto e dall’artista.

Per questi motivi nel corso del 2004 si è pensato di iniziare la costruzione in scala reale di edifici o di oggetti d’emozione che potessero diventare esempi reali e percorribili dell’accoppiamento tra il corpo dell’arte e il corpo dell’architettura.

Lavori di dimensione urbana che fossero disponibili ad ospitare la vita di strada, ma al tempo stesso avessero la funzione di tableaux di una scrittura creativa ed espressiva in cui il ruolo del progetto oscillasse tra scultura ed architettura, oggetto e immagine, figura ed astrazione.

Ne sono scaturiti diversi interventi nelle strade, piazze e palazzi, che portano le firme di Andrea Branzi, Pedro Cabrita Reis, Frank O.Gehry, Dan Graham, Hans Hollein, Anselm Kiefer, Rem Koolhaas, Inigo Manglano Ovalle, Alessandro Mendini, Mario Merz, Mariko Mori, Claes Oldenburg-Coosje van Bruggen, Dennis Oppenheim, Maria Nordman, Gaetano Pesce, Renzo Piano, Aldo Rossi, Atelier van Lieshout e aspirano ad offrirsi come un altro intreccio, quella dell’unità che nasce e si sviluppa tra arte e città.

Attualmente la loro separazione continua ad essere rigorosa e definitiva, quasi si continuasse a coltivare lo schema paradigmatico che non ammette la convivenza tra architettura funzionale e architettura artistica, nel tessuto urbano, mentre questi ambiti devono uscire dal reciproco isolamento per convivere armoniosamente.




 

Palazzo Ducale
Piazza Matteotti, 9
Genova

Date: 02.10.2004 –  13.02. 2005
 
Orario: Tutti i giorni 09:00-21:00 (ultimo ingresso alle 20:00), chiuso il lunedì

Biglietto: biglietto intero € 10,00, ridotto € 9,00, scuole € 3,00
(ingresso + laboratorio didattico), ragazzi 12-25 anni € 6,00€

Prevendita: TicketOne tel. 892424

Prenotazioni: tel. 010/5574004, 010/562390, biglietteria@palazzoducale.genova.it

Call center: tel. 010/20041

Catalogo: Skira editore

Ufficio Stampa Palazzo Ducale – Genova 2004:
Camilla Talfani, tel. 010/5574012, Florence Reimann, tel. 010/5574047
Valeria De Simoni, tel. 010/5574057, e-mail: ufficiostampa@palazzoducale.genova.it
Fede Gardella, Fabiana Magrì tel. 010/5574826
e-mail: press@genova-2004.it

Ufficio Stampa Skira
Mara Vitali Comunicazione, Lucia Crespi, tel. 02/73950962, e-mail: arte@mavico.it

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