La motocicletta italiana

Un secolo su due ruote tra storia, arte e sport


Fondazione Antonio Mazzotta, Milano


27 ottobre 2005 - 12 marzo 2006









MARIO SIRONI
Il motociclista, 1920 ca.










    Una mostra sulla motocicletta italiana: questione di solo sport, sì potrebbe dire. Ma la moto è stata a lungo anche un oggetto artistico e un simbolo di bellezza, protagonista del costume del nostro paese. Ingrediente indispensabile di film di successo, oggetto di culto e portavoce della italianità nel mondo. Proprio come accade per la pittura, la scultura e, più di recente, per la moda e il design.

   A queste suggestioni si ispira la mostra della Fondazione Antonio Mazzotta, con la quale la Provincia di Milano collabora con entusiasmo da oltre vent'anni.

   Ci è piaciuta l'idea guida dell'allestimento, ossia esplorare il fenomeno motocicletta in tutte le sue sfaccettature e nei suoi significati sociali ed estetici. E' un modo per avvicinare il pubblico, ricordando il passato, al concetto di contemporaneità, per introdurre i visitatori in una nuova dimensione.

   Oggi più che mai, infatti, i linguaggi artistici sono frutto di contaminazioni tra mondi diversi e di incontri inaspettati. Attraverso questa mostra scopriremo che anche un mezzo di trasporto può nascondere creatività e fantasia.

   La Provincia di Milano ha tra i suoi obiettivi proprio la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico dell'industria italiana. Le collezioni, private o aziendali, sono indispensabili per conoscere la cultura progettuale che ha improntato la produzione e che caratterizza la città contemporanea. Il tema di questa mostra si inserisce dunque a pieno titolo nel sistema museale provinciale, che abbiamo voluto chiamare "Milano città del progetto", una rete di musei che raccontano la storia dell'industria lombarda. Tra essi, il Museo Scooter & Lambretta di Rodano e quello Alfa-Romeo di Arese. Queste esposizioni rappresentano la memoria della Milano laboriosa: mantengono vivo il ricordo della ricchezza del passato e ci accompagnano verso la progettualità del futuro.

   Abbiamo fiducia nell'arte come veicolo di idee e come fattore di sviluppo delle metropoli moderne. Milano è stata a lungo assopita, ripiegata a riflettere su stessa. Sono convinta che sia giunto il tempo di restituirle il fulgore che merita. Partiamo anche da qui, da una mostra che nasce dalla collaborazione tra pubblico e privato e che rappresenta quindi una via che ci auguriamo possa essere seguita sempre più spesso.

Daniela Benelli
Assessora alla Cultura
della Provincia dì Milano







    Davanti a una carta geografica si snoda idealmente il percorso compiuto dalla Fondazione Antonio Mazzetta con le sue mostre: Italia, Svizzera, Austria, Germania, Russia, Stati Uniti. In undici anni dì attività espositiva abbiamo toccato e approfondito le "regioni" più importanti dell'arte e della fotografia del Novecento, con mostre su Kandinsky e il Cavaliere Azzurro, Boccioni e il Futurismo, Kirchner e la Brucke, Klimt e la Secessione viennese, e poi ancora Schiele, Chagall, Giacometti, Mirò, Savinio, Dix, Man Ray, Warhol, senza dimenticare un excursus nell'Ottocento italiano (De Nittis e Zandomeneghi) e attraverso i secoli con Piranesi e Goya oltre che con Visioni del fantastico e del meraviglioso. Questo giro intorno al mondo dell'arte del XX secolo non si fermerà in futuro, anzi due nuove iniziative sono già in moto, con un progetto su Bonnard-Vuillard e un altro su Kandinsky e il Bauhaus

   La via maestra di importanti rassegne monografiche di approfondimento resta il nostro principale punto di riferimento. Tuttavia abbiamo dovuto registrare una certa fatica da parte del pubblico a seguire il rit¬mo frenetico di troppe mostre, a volte pretestuose, e per questa ragione abbiamo deciso di percorrere anche nuovi sentieri, strade alternative e nuove, parallele alla via principale. Da tempo coltiviamo infatti l'interesse a coniugare i punti in comune della creatività nei campi dell'arte, della scienza e della tecno¬logia, sotto lo sguardo attento di Vittorio Fagone.

    L'esperimento e il successo della mostra Il cuore - Arte, scienza e tecnologia (2002) ci ha incoraggiato a proseguire con questa nuova impresa dedicata alla grande storia dell'industria motociclistica italiana che, per l'insieme delle opere esposte, potrebbe a buon diritto chiamarsi "industria culturale". A essa seguiranno mostre sul fotografo e la sua macchina (2006), sul rapporto tra automi, arte e robot (2007) e così via.

   Ringraziamo per la straordinaria collaborazione Adalberto Falletta, Marco Riccardi e Carlo Perelli della rivista "Motociclismo", che hanno reso possibile questa impresa, e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione in vario modo.

Gabriele Mazzotta
Presidente della Fondazione Antonio Mazzotta







    Passione, tecnologia e design: nulla più della motocicletta può rappresentare la sintesi fra queste tre componenti che, fin dagli albori dell'era industriale, caratterizzano la presenza italiana nel mondo dei motori. Ed è ecco il motivo per cui a questa rassegna, realizzata dalla Fondazione Antonio Mazzotta in collaborazione con la rivista "Motociclismo", non poteva mancare il contributo di Pirelli che da più di un secolo produce pneumatici per veicoli a due e a quattro ruote.

   L'industria della motocicletta ha sempre trovati» in Italia imprenditori capaci e innovativi, progettisti di talento e grandi campioni sportivi, insieme a un pubblico appassionato ed entusiasta. Questa mostra testimonia non solo tutto ciò, ma anche la rilevanza che ebbe la motorizzazione a due ruote nello sviluppo economico e industriale del paese, nella storia sociale e del costume. Uno sviluppo dal ciclomotore allo scooter fino alle moto di grossa cilindrala, sempre alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per migliorare sicurezza, prestazioni e comfort di guida.

   Pirelli ha accompagnato le due ruote made in Italy (e non solo) lungo questo percorso offrendo, di volta in volta, le soluzioni più innovative ed efficaci: negli anni Venti il Pirelli Moto Cord, vero campione di resistenza; negli anni Trenta e Quaranta i pneumatici ad altissime prestazioni montati sulle Guzzi 250 e le Gilera 500 che batterono a ripetizione i campionati mondiali di velocità su due ruote. Il boom di Vespa e Lambretta nel dopoguerra determinò il lancio, nel 1948, della prima linea dedicata di pneumatici Pirelli Motor-Scooter. E negli anni Sessanta è ancora Pirelli a realizzare il primo pneumatico per moto stradale con codice di velocità H, per viaggiare a oltre 200 km orari, che accompagnerà la grintosa Guzzi V7.

   Nel Duemila Pirelli inventa e lancia la nuova tecnologia MIRS (Modular Integrated Robotized System) che consente di gestire l'intero ciclo di produzione, dalle mescole al prodotto finito, senza interruzioni né fasi di stoccaggio intermedie, con l'ausilio dei robot. Il risultato è un pneumatico senza giunte, più sicuro, affidabile e performante, che consente di raggiungere, anche per i veicoli a due ruote, un livello di sicurezza e di prestazioni mai prima possibile. Grazie al MIRS Pirelli consolida la sua leadership mondiale nei pneumatici UHP (Ultra High Performance) per ogni impiego, dove la nostra quota di mercato supera il 20 per cento. I pneumatici per moto di nuova generazione si chiamarne Dragon e Diablo ed equipaggiano tra l'altro, nelle versioni sportive, le velocissime protagoniste dei campionati mondiali Superbike, Supersport e Superstock, nonché del mondiale di Motocross.

   Contrariamente a quanto era stato preconizzato da alcuni, l'importanza del componente pneumatico nello sviluppo e nella guida dei veicoli a motore è andata sempre crescendo negli ultimi anni, in particolare per le due ruote. Quello che oggi sta cambiando è il modo di vivere e di sentire la moto: da mezzo di trasporto popolare, nei decenni passati, a veicolo sempre più sofisticato e ad alto contenuto di tecnologia per soddisfare un'autentica passione. Oggi il maxiscooter e la moto rappresentano per molti, soprattutto per i più giovani, la liberazione dal traffico cittadino e uno stile di vita più dinamico ed emozionante. Ma le esigenze di sicurezza e affidabilità tecnica del mezzo e dei suoi componenti crescono e si rafforzano col continuo miglioramento della tecnologia e delle prestazioni.

   Per scaricare a terra in modo controllato ed efficace la potenza delle maximoto, ma anche per garantire agli scooter in città la necessaria tenuta e maneggevolezza, occorrono pneumatici sempre più affidabili e performanti. Questo è l'impegno che Pirelli ha assunto e ha costantemente mantenuto verso gli appassionati delle due ruote.

   Quella del motociclo, proprio come quella dei pneumatici, è un'industria globale dove la concorrenza con i costruttori esteri, in particolare asiatici, è tortissima. Per fronteggiare questa sfida dobbiamo proseguire lungo il percorso - che questa mostra della Fondazione Mazzotta ci testimonia in modo così efficace e culturalmente stimolante - del progresso tecnologico e dell'innovazione continua, sia progettuale che estetica. Solo cosi potremo sostenere e alimentare quel "mito" della moto italiana che da sempre rappresenta un legittimo punto di orgoglio e di forza per il nostro paese.

Francesco Gori
Direttore Generale del Settore Pneumatici
Gruppo Pirelli SpA






 

 

 

FONDAZIONE ANTONIO MAZZOTTA
Foro Bonaparte 50
Milano
 

















GIACOMO BALLA
Moto gigante, 1914









IVO PANNAGGI
Il ratto d'Europa, 1965-68









FORTUNATO DEPERO
Il motociclista (Solido in velocità), 1923













Info Mostra
La motocicletta italiana


Per informazioni
tel. 02.878197, fax 02.8693046.
E-mail: informazioni@mazzotta.it
Biglietto d'ingresso: euro 8,00 intero,
euro 5,50/4,50 ridotti


Orario
10-19.30, martedì e giovedì 10-22.
Chiusa: tutti i lunedì feriali.


Catalogo edito da Edizioni Gabriele Mazzotta, disponibile presso la mostra.