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IERI
Avvenimenti nazionali ed internazionali sul Futurismo e su altri temi correlati ampiamente documentati da comunicati stampa, testi critici ed immagini fotografiche.








GINO SEVERINI
Les voix de ma chambre (1911)

























































UMBERTO BOCCIONI
Natura morta, cocomero (1914)

 


La natura della natura morta
Da Manet ai nostri giorni

 

Galleria d'arte moderna Bologna,
1 dicembre – 24 febbraio 2002

 


UMBERTO BOCCIONI
Sviluppo di una bottiglia nello spazio (1912)



 

La Galleria d’Arte Moderna di Bologna, con la mostra “La natura della natura morta”, dedica a questo tema classico della tradizione artistica occidentale un’estesa e approfondita ricognizione. La rassegna, che si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si propone di analizzare gli sviluppi stilistici e iconografici della natura morta da Manet fino ai nostri giorni, attraverso circa 120 significative opere pittoriche e scultoree provenienti da importanti istituzioni museali, fondazioni e collezioni pubbliche e private di tutta Europa e degli Stati Uniti. Una sezione apposita sarà inoltre dedicata alla fortuna del tema nella storia della fotografia, dall’invenzione di questo mezzo fino ad oggi. Per la prima volta un museo italiano si impegna a presentare con un’esposizione di ampie proporzioni e di respiro internazionale, questo specifico genere, ritornato attuale negli ultimi anni grazie al continuo favore tributatogli dal pubblico e dai collezionisti e al rinnovato interesse da parte di critici e studiosi. Con questa iniziativa la Galleria d’Arte Moderna intende offrire un nuovo contributo alla ricerca nel settore, riunendo opere in molti casi mai esposte in Italia e rappresentative delle maggiori personalità e dei più importanti fenomeni artistici apparsi negli ultimi 150 anni. Bologna si presenta come sede certamente qualificata per questo progetto tematico che può essere letto come un omaggio a Giorgio Morandi, sicuramente uno dei maggiori pittori di nature morte del XX secolo.

Rispettando un ordinamento cronologico, la rassegna presenterà l’avvicendarsi di sperimentazioni stilistiche e di riprese della tradizione, documentando non solo l’apparizione di nuove soluzioni formali, ma anche l’aggiungersi di oggetti inediti ai tradizionali elementi iconografici che nel tempo hanno caratterizzato le diverse tipologie codificate della natura morta. Componenti convenzionali come fiori, frutti, stoviglie o strumenti musicali offrono agli artisti spunti inesauribili per la sperimentazione, dalle indagini ottiche di Manet agli scardinamenti prospettici di Cézanne, dalla vorticosità spaziale dei Futuristi alla disarticolazione percettiva dei Cubisti, dall’esuberanza cromatica di Jawlensky alle classiche cadenze di Morandi, alla matericità di Fautrier. Gli stessi elementi, tuttavia, mantengono principalmente, per altri artisti, peculiari valenze metaforiche e simboliche, ravvisabili, sia pure in modi diversi, in Redon come in Gauguin, in Soutine come in De Pisis.

Sintomatiche delle molteplici potenzialità che il genere, proprio con la prevedibilità dei suoi schemi, seppe offrire agli artisti maggiormente orientati all’astrazione sono le opere di autori anti-accademici per vocazione, come gli esponenti del Futurismo italiano e delle Avanguardie Russe, ampiamente presenti in mostra con opere fra le più note e importanti di Boccioni, Severini, Larionov, Gontcharova, Puni. Ma altrettanto rilevante e frequente è l’attenzione degli artisti al diffondersi di nuovi oggetti, mode e abitudini: vasi e ventagli orientali sono soggetti frequenti alla fine dell’Ottocento, mentre oggetti di arte popolare o primitiva divengono elementi caratteristici delle opere Espressioniste. In concomitanza con il “ritorno all’ordine”, con il rifiorire di una rappresentazione minuziosa e quasi fotografica del reale, il campionario degli oggetti raffigurati si allarga ulteriormente: piante grasse, frutti e cibi esotici, giocattoli e, soprattutto, strumenti meccanici e prodotti industriali fanno il loro ingresso in nature morte che si mantengono per il resto apparentemente fedeli agli assetti più tradizionali. Il ruolo centrale che la natura morta riacquista così negli anni Venti nell’ambito della Nuova Oggettività in Germania e del Realismo Magico in Italia, sarà documentato dalla mostra con lavori, fra gli altri, di Lenk, Kanoldt e Casorati. Al sistematico sovvertimento del genere mirano invece i Surrealisti, con una resa illusionistica di improbabili commistioni di oggetti, effetti metamorfici ed incongruità spaziali e dimensionali. Nei decenni successivi la natura morta rimane un campo ricco di suggestioni per i realisti da un lato, come Guttuso e Manzù, e per gli artisti che, nonostante il dilagare delle correnti non figurative negli anni Cinquanta, continuano ad ispirarsi alla realtà per elaborare pure giustapposizioni pittoriche di forme e colori, come Nicholson o De Staël. Il modificarsi delle situazioni storiche e culturali, che condizionano la stessa percezione degli oggetti, del loro valore e del loro significato, si riflette puntualmente nelle elaborazioni successive del tema, soprattutto con i fedeli ritratti di merci di consumo proposti dalla Pop Art dagli inizi degli anni Sessanta. Intersezioni fra i mutamenti delle condizioni sociali e le evoluzioni interne alle pratiche artistiche si evidenziano in seguito, con orientamenti assai diversi, nell’Arte Povera, nel cosiddetto Neo-Espressionismo e nelle ultime vicende artistiche contemporanee, delle quali verranno dati nella rassegna alcuni selezionati esempi in grado di segnalare, da un lato, l’inarrestabile vitalità del genere anche nell’epoca attuale e, dall’altro, la radicale revisione alla quale gli artisti continuano incessantemente a sottoporlo.

 

 

 

Galleria d'Arte Moderna Bologna
Piazza Costituzione, 3
Bologna
Tel.: 051502859
Fax: 051371032
www.galleriadartemoderna.bo.it
Orario: tutti i giorni dalle  10.00 alle 18.00
Biglietti: intero L.12.000 (euro 6.20) - ridotto L. 8.000 (euro 4.13)

Ufficio Stampa: Ufficio Stampa GAM - Marcella Manni e Simona Brighetti
tel.: 051502859 - fax: 051371032 - e-mail: ufficiostampagam@comune.bologna.it

Studio Pesci: tel. 051269267 - fax 0512960748 - e-mail: info@studiopesci.it




 

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