IL FUTURISMO

anni 10 - anni 20


Castel Nuovo - Maschio Angioino Cappella Palatina,


dal 19 ottobre 2018 al 19 febbraio 2019


A cura di Giancarlo Carpi e Francesca Villanti
















Cappella Palatina








Introduzione
Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli


   14 febbraio 1909: pubblicazione del Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti. Mi potreste correggere e dire 20 febbraio 1909, "Le Figaro"! No, perché Napoli arriva prima di Parigi, esattamente sei giorni prima. Pochi sanno, anche tra gli specialisti, che il movimento futurista fu presentato sul periodico napoletano "La Tavola Rotonda" dell'editore Bideri il 14 febbraio 1909. Ecco quindi che, ancora una volta, Napoli è un passo avanti, pronta ad accogliere le novità, una città aperta, colta, vivace.

   Dopo pochi mesi, il 29 aprile, la presentazione ufficiale al Teatro Mercadante ed è un cantore delle anime napoletane ad abbracciare i nuovi venuti, i futuristi: "Ai cari amici un augurio per la loro nobile missione di promozione di un nuovo ideale di arte in Italia, da parte di un amico che ha avuto la fortuna di applaudirli", scrive Vincenzo Gemito a Boccioni e Marinetti.
Sono passati ormai più di vent'anni dalle due importanti mostre realizzate qui a Napoli sulla pittura futurista: una nel 1996, "Futurismo e Meridione", nella completa estensione cronologica del movimento; l'altra nel 1990, "Aereo e Pittura", sugli anni trenta e sul momento dell'aeropittura.

    Siamo felici di ospitare oggi questa mostra che ci racconta dagli albori fino alla fine degli anni venti questo movimento artistico. "Il futurismo: anni '10 - anni '20" ci porterà a comprendere il periodo dell'"arte meccanica futurista", ipotizzando e cercando di dimostrare, con i capolavori dei più importanti esponenti di questa corrente, la gemmazione di temi e motivi che caratterizzano il futurismo.

    Castel Nuovo — Maschio Angioino si presta ancora una volta ad accogliere gli amanti dell'arte, cittadini e turisti, assolvendo la funzione di luogo cittadino della cultura non solo per il noto museo ma anche per esposizioni temporanee, come questa, che si pregia di ospitare.

    Sono certo che non solo gli appassionati dell'arte raccoglieranno positivamente l'offerta colta della mostra ma anche il grande pubblico, alla luce di un'impostazione divulgativa che questa bella esposizione propone in una città in pieno rilancio culturale.








Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli


   Accogliamo il ritorno dei futuristi a Napoli, nella bella e ricca esposizione del Castel Nuovo, come si accoglie un ospite atteso da tempo eppure già familiare, importante, impegnativo, ma non scontato e usuale, bensì inquietante come un libro nel quale ci si aspetta di trovare più domande che risposte. La mostra non ha ambizioni di completezza sull'intera vicenda durata più decenni, ma vuole riaprire un dibattito mettendo al centro il nucleo ideativo di par-tenza, con nuovo sguardo sul Novecento dall'aereo della mondializzazione.

    La globalizzazione ha per effetto e presupposto la cancellazione del mito del progresso. Si è svuotata di senso la parola futuro. Cosa hanno da dirci ancora i "futuristi"? Co-sa ha da dirci questa controversa avanguardia sull'enigma dell'umano nella fase di massima espansione della potenza "della macchinazione" e del suo tragico nichilismo?

A partire dal loro fondatore i futuristi ci si presentano come implacabili innovatori, insofferenti di limiti e convenzioni, provocatori, irrequieti e instancabili inventori di scenari inauditi. Irrompono sulla scena culturale italiana e poi europea, diventandone la prima grande avanguardia artistica, e si manifestano fin dall'inizio come una forza incontenibile. Travolgente nella sua passione per il nuovo: niente di quel che era è destinato a restare immutato. Creatore di tanta parte dell'immaginario contemporaneo il futurismo, allo stesso tempo, ne è l'esploratore fino ai più remoti confini, il vivisezionatore, demolitore talvolta, animato da sacro entusiasmo per lo sviluppo, il movimento, il motore, la macchina assurta a simbolo di una nuova idea del moderno.

    È questa la forza che irrompe nella storia e nella cultura di un Paese per tanti versi arretrato. Vi resterà in ogni campo un ineludibile punto di riferimento, ma è nella produzione artistica che essa agisce più a fondo, che produce i suoi frutti migliori e più duraturi, che modifica in maniera più profonda la scena culturale italiana.

    È per questo che accogliamo il ritorno dell'arte dei futuristi a Napoli con una esposizione che ridia forza propulsiva alla definizione stessa di evento culturale e ne riaffermi l'importanza, suscitatrice di rinnovati dibattiti su questioni di fondo del nostro passato e del nostro presente. Essa ci presenta questo movimento artistico dai suoi inizi alla fine degli anni venti, anni decisivi per la cultura e l'arte del Novecento e per l'intera storia dell'arte contemporanea. Pensata e progettata per Napoli, giunge attesa e opportuna in una città che non solo è stata negli ultimi anni ed è oggi uno dei più vivaci laboratori creativi di arte contemporanea, ma ha accolto sempre con grande partecipazione e curiosità esposizioni delle opere di artisti tra i più grandi della nostra epoca. Le vie del progresso civile non sono perdute. La tragica ambiguità del moderno può riaprir-ci strade nuove se avremo il coraggio di esplorarle senza sudditanze e complicità con potenze inaudite e oppressive in modi mai visti.








Alessandro Nicosia Presidente di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare


   Con il futurismo per la prima volta assistiamo alla precisa ed espressa volontà da parte di un'avanguardia di cambiare il mondo e le forme della comunicazione trasformando, in uno stretto legame tra arte e vita, la cultura da appannaggio di pochi a bene di tutti.

    La mostra presentata a Napoli, al Maschio Angioino, nella prestigiosa cornice della Cappella Palatina, ricostruisce i cambiamenti apportati dal movimento futurista alla vita e alla percezione dell'uomo nel mondo tecnologico, con particolare riferimento all'interazione tra l'uomo e la macchina a partire dagli anni dieci fino alla fine degli anni venti del Novecento.
L'esposizione si pone come obiettivo quello di guidare il visitatore in un percorso dalle origini del divisionismo di Balla e Severini, soffermandosi sull'uso della luce, al dinamismo pittorico e alla moltiplicazione sequenziale in Balla stesso, dando poi risalto al confronto tematico tra i soggetti dinamici di Carrà, Boccioni, Russolo, Dottori.

   In questo quadro di riferimento spiccano straordinari capolavori, scelti mirabilmente da Giancarlo Carpi, curatore dell'esposizione con Francesca Villanti, tra i quali mi piace ricordare: Ritratto di Augusta Popoff di Umberto Boccioni del 1906, preludio divisionista all'avventura inter-nazionale del futurismo; Architettura di Antonio Sant'Elia del 1912, esempio di quell'architettura coerente con l'evoluzione urbanistica della modernità auspicata dai futuristi; Cavallo e Cavaliere di Carlo Carrà del 1915, emblema di quell'immagine dinamica volta a eliminare la legge fissa di gravità dei corpi; gli studi del 1912 sulle Compenetrazioni iridescenti di Balla, che costituiscono il primo tentativo di analisi delle strutture elementari della visione in rapporto alla pittura; Simultaneità architettonica di Enrico Prampolini del 1921 circa, che riassume l'unità d'azione tra uomo e ambiente; infine "Le arance di Sicilia" di Fortunato Depero del 1927 circa, che conclude il percorso espositivo con un'esplosione continua di invenzioni e fantasie che lo avvicina all'arte pubblicitaria.

    Sono certo che non solo gli appassionati dell'arte raccoglieranno positivamente l'offerta colta della mostra ma anche il grande pubblico, alla luce di un'impostazione divulgativa che questa bella esposizione propone in una città in pieno rilancio culturale.

    Un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto, in particolare all'Amministrazione Comunale con la quale si è avviata una fattiva collaborazione nelle più trasparenti logiche di rapporto pubblico-privato.















ritratto di augusta popoff
UMBERTO BOCCIONI - Ritratto di Augusta Popoff, 1906








Affetti (studio)
GIACOMO BALLA - Affetti (studio), 1910








la costellazione di orione (lato 2)
GIACOMO BALLA - La costellazione di Orione (lato 2), 1910








Bois di Boulogne
GINO SEVERINI - Bois di Boulogne, 1907








forme in espansione
GINO SEVERINI - Forme in espansione, 1914 ca.








dinamismo di un treno in corsa nella notte
LUIGI RUSSOLO - Dinamismo di un treno in corsa nella notte, 1911 ca.








studio per autoritratto
LUIGI RUSSOLO - Studio per autoritratto, 1911 ca.







Goccia
ROMOLO ROMANI - Goccia, 1911 ca.








l amore degli angeli
GINNA ARNALDO (BRUNO GINANNI CORRADINI) - L'amore degli angeli, 1911








La madre
UMBERTO BOCCIONI - La madre, 1911








Architettura
ANTONIO SANT'ELIA - Architettura, 1912








Ricerca di volumi
VIRGILIO MARCHI - Ricerca di volumi (citta' futurista), 1919 ca.








Ritratto
MARIO SIRONI - Ritratto, 1913








Le tango argentin
GINO SEVERINI - Le tango argentin (danse), 1913








Forme essenziali di un foot-baller
UMBERTO BOCCIONI - Forme essenziali di un foot-baller, 1915 ca.







Terrazza a un caffè di Montmartre
GINO SEVERINI - Terrazza a un caffè di Montmartre, 1913








Place clichy (magic city)
ARTURO CIACELLI - Place clichy (magic city), 1913








Bozzetto
CARLO ERBA - volto sorridente, 1912 ca.








studio per volo di rondine
GIACOMO BALLA - Studio per volo di rondine, 1913








Compenetrazione iridescente studio (lato 2)
GIACOMO BALLA - Compenetrazione iridescente studio (lato 2), 1912 ca.








Compenetrazione iridescente studio (lato 1)
GIACOMO BALLA - Compenetrazione iridescente studio (lato 1), 1912 ca.








Linea di velocita + forme rumore
GIACOMO BALLA - Linea di velocita' + forme rumore, 1913 ca.








Velocita d automobile + luci
GIACOMO BALLA - Velocita' d'automobile + luci, 1913 ca.








Linea di velocita + paesaggio + rumore
GIACOMO BALLA - Linea di velocita' + paesaggio + rumore, 1919 ca.








Linee di velocita + cielo + rumore
GIACOMO BALLA - Linee di velocita' + cielo + rumore, 1914








studio di cavallo + case
GIACOMO BALLA - Studio di cavallo + case, 1914-15








sintesi di paesaggio di velocita da un treno
CARLO CARRA' - Sintesi di paesaggio di velocita da un treno, 1913







cavallo e cavaliere
CARLO CARRA' - Cavallo e cavaliere, 1915








motociclista
DOTTORI (G. VOGLIO) (GERARDO DOTTORI) - Motociclista, 1914








folla + paesaggio
GIACOMO BALLA - Folla + paesaggio, 1915








forme grido w l'italia
GIACOMO BALLA - Forme grido W l'Italia, 1915








insidie di guerra
GIACOMO BALLA - Insidie di guerra, 1915








paesaggio + velo di vedova
GIACOMO BALLA - Paesaggio + velo di vedova, 1916








linee forza di paesaggio + esplosione
GIACOMO BALLA - linee forza di paesaggio + esplosione, 1918 ca.








estate
GIACOMO BALLA - Estate, 1918








dissolvimento d'autunno
GIACOMO BALLA - Dissolvimento d'autunno, 1918








danza di chiofissi
FORTUNATO DEPERO - Danza di chiofissi, 1918 ca.








costruzione di donna con fiore giallo
FORTUNATO DEPERO - Costruzione di donna con fiore giallo, 1917 ca.








rumoristica plastica baltrr
GIACOMO BALLA - Rumoristica plastica baltrr, 1914








Guerra, guerra (lato 1)
FORTUNATO DEPERO - Guerra, guerra! (lato 1), 1915








autoritratto
FRANCESCO CANGIULLO - Autoritratto, 1915 ca.








studio per feu d artifice
VIRGILIO MARCHI - Studio per "feu d'artifice", 1916 ca.








studio per mobile futurista
GIACOMO BALLA - Studio per mobile futurista (mobile smontabile), 1920 ca.








Mazzo di fiori
EVOLA JULIUS (GIULIO CESARE ANDREA EVOLA) - Mazzo di fiori, 1917 ca.








salotto giapponese
BALDESSARI R.M. (ROBERTO MARCELLO BALDESSARI) - Salotto giapponese, 1919








donna + luce + ambiente
ENRICO PRAMPOLINI - Donna + luce + ambiente, 1915








architettura nello spazio
ENRICO PRAMPOLINI - Architettura nello spazio, 1920 ca.








donna e ambiente
DE PISTORIS (FEDERICO PFISTER) - Donna e ambiente, 1922 ca.








simultaneita' architettonica
ENRICO PRAMPOLINI - Simultaneita' architettonica, 1921 ca.








i bevitori e la locomotiva
FORTUNATO DEPERO - I bevitori e la locomotiva, 1925








numeri simpatizzanti
GIACOMO BALLA - Numeri simpatizzanti, 1924 ca.








bozzetto di manifesto per la casa d'arte bragaglia
FORTUNATO DEPERO - Bozzetto di manifesto per la casa d'arte bragaglia, 1921








figura birillo
FORTUNATO DEPERO - Figura birillo, 1917 ca.








Il perfetto borghese
TATO (GUGLIELMO SANSONI) - Il perfetto borghese, 1930








industriale zetaseisei
FILLIA (LUIGI ENRICO COLOMBO) - Industriale zetaseisei, 1925-26








Bicicletta, fusione di paesaggio
FILLIA (LUIGI ENRICO COLOMBO) - Bicicletta, fusione di paesaggio. Idolo meccanico, 1924








ritmi di rocce e mare
BENEDETTA (BENEDETTA CAPPA MARINETTI) - Ritmi di rocce e mare, 1929 ca.








aeropittura
ARTURO CIACELLI - aeropittura, 1924








in corsa
DOTTORI (G. VOGLIO) (GERARDO DOTTORI) - In corsa, 1926 ca.








quattro serpenti
FORTUNATO DEPERO - Quattro serpenti, 1921 ca.








Ritmi di sicilia
FORTUNATO DEPERO - Ritmi di sicilia, 1927








cavallo cavaliere
FORTUNATO DEPERO - Cavallo cavaliere, 1927-28








pupazzo campari
FORTUNATO DEPERO - Pupazzo campari, 1925 ca.








subway (folla ai treni sotteranei)
FORTUNATO DEPERO - Subway (folla ai treni sotteranei), 1930



















Info sulla mostra

IL FUTURISMO anni 10 - anni 20

Cappella Palatina del Maschio Angioino - Napoli
Lungarno Gambacorti 9
Tel 081/5628040
Sito web: www.etes.it

Date della mostra:
19 ottobre 2018 – 17 febbraio 2019

Orari
Dal lunedì al sabato 10:00 – 19:00
Domenica e festivi 10:00 – 14:00
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti
Dal lunedì al sabato
Intero € 10,00
Ridotto € 8,00
Il biglietto comprende l’ingresso alla mostra e al Museo Castel Nuovo – Maschio Angioino
Domenica
Intero € 8,00 – ridotto € 6,00
Il biglietto è per la sola visita alla mostra