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24/10/2016La velocita' delle immagini

Roma 25 10 2016 -21 01 2017

L'Istituto Svizzero di Roma presenta la mostra collettiva La velocita' delle immagini, una riflessione sul rapporto tra velocita', modernita' e arte. Nell'esposizione si incontrano autori di epoche diverse come il futurista Giacomo Balla e gli artisti Sylvain Croci-Torti, Chloe' Delarue, Nicolás Fernández, Louisa Gagliardi, Miriam Laura Leonardi, Emanuele Marcuccio, Rammellzee, Manon Wertenbroek e Urban Zellweger.

Se con il recente sviluppo degli strumenti informatici on-line le immagini sembrano aver raggiunto la loro massima velocita' di circolazione su scala mondiale, questa mostra si propone, tramite un effetto collage, di suggerire che questa percezione di flusso e accelerazione offre gia' da tempo, e quasi paradossalmente, degli interstizi che gli artisti si sentono legittimati a occupare. Fin dai primi anni del secolo scorso il futurismo ha esaltato la velocita' come uno dei valori essenziali della modernita', suggerendo anche che l'osservazione fisica dei suoi effetti potrebbe fornire lo spunto per un capovolgimento estetico. Ecco allora che incurvando le linee, spezzettando le rette, frantumando i colori, Giacomo Balla creera' un'iconografia della velocita', proiettando la pittura in uno spazio cinetico astratto.

Ma il mondo della velocita' meccanica e della riproducibilita' delle immagini e' anche quello dell'esplosione urbana, dell'aumento esponenziale delle dimensioni in agglomerati divenuti megalopoli. I piu' svantaggiati, allontanati dai centri urbani, si ritroveranno a dipendere dai mass media e dai trasporti pubblici, da quegli oggetti privi di origine che i writer degli anni Ottanta attaccheranno per appropriarsi delle citta' e per sognare un'identita' che possa andare al di la' della loro condizione. Ecco dunque Rammellzee immaginare un destino astrale, retrofuturista e rivendicatore, carico di promesse deluse dalla modernita'. Per uno strano effetto di condensazione cronologica, non lontana dall'estatica speranza moderna appena un po' morbosa di Balla, e dalla capricciosa disillusione di Rammellzee, le questioni di identita', poste tanto dalla circolazione dei saperi quanto dall'esplosione delle frontiere e delle pratiche, diventano uno degli spazi privilegiati di tanti artisti. Essi non sono piu' interessati a inserirsi in una tradizione, in un movimento, in un campo ma semplicemente a immaginare i tanti filtri da posare sul mondo. E allora, se nulla ferma le immagini, gli artisti non smettono di cercare di fissarne ancor piu' i contorni, i colori e i riflessi lasciati dal loro passaggio.

26 ottobre 2016 - 21 gennaio 2017 Istituto Svizzero di Roma via Ludovisi 48 ingresso libero