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31/10/2017Galileo e le Arti. Il cielo stellato sopra di me

Palazzo del Monte di Pieta', Padova (PD)
18 novembre 2017 -18 marzo 2018

Dopo Galileo nulla fu come prima. E non solo nella ricerca astronomica e nelle scienze, ma anche nell'arte. Con lui, il cielo passa dagli astrologi agli astronomi.

La mostra (Padova, Palazzo del Monte di Pieta', dal 18 novembre 2017 al 18 marzo 2018), concepita da Giovanni C.F. Villa per la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo racconta, per la prima volta, la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo. In un'esposizione dai caratteri del tutto originali, dove capolavori assoluti dell'arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti diversi, consentono di scoprire un personaggio da tutti sentito nominare ma da pochi realmente conosciuto.

Dalla mostra emerge l'uomo Galileo nelle molteplici sfaccettature: dallo scienziato padre del metodo sperimentale al letterato esaltato da Foscolo e Leopardi, Pirandello e Ungaretti, De Sanctis e Calvino. Dal Galileo virtuoso musicista ed esecutore al Galileo artista, tratteggiato da Erwin Panofsky quale uno dei maggiori critici d'arte del Seicento; dal Galileo imprenditore – non solo il cannocchiale ma anche il microscopio o il compasso – al Galileo della quotidianita'. Poiche l'uomo, eccezionale per potenza d'intuizione e genio scientifico, lo era anche nei piccoli vizi e debolezze, quali gli studi di viticoltura e la passione per il vino dei Colli Euganei – rifiutando la 'vil moneta' baratta i suoi strumenti di precisione con vino 'del migliore' – o la produzione e vendita di pillole medicinali.

Per documentare 'Galileo e le Arti' Giovanni C.F. Villa riunisce in Palazzo del Monte di Pieta' a Padova un numero impressionante di opere d'arte, a partire dagli splendidi acquerelli e schizzi dello stesso Galileo, che mostrano la sua altissima qualita' di disegnatore. Lo scienziato era del resto un attento osservatore dell'arte, come confermano i commenti salaci su delle tarsie lignee – 'prive di morbidezza e fatte di legnetti' – ma anche su Arcimboldo, autore di 'capricci che hanno una confusa ed inordinata mescolanza di linee e colori'. L'influenza delle conquiste galileiane e della scienza moderna sulla cultura artistica e evidente gia' nel primo Seicento: con la minuziosa resa della natura, come testimoniano le straordinarie opere dei Brueghel e di Govaerts, ma anche in una pittura che recepisce immediatamente la prorompente portata delle ‘macchine' di Galileo.