CRALI

Il volo dei futuristi


Civico Museo Revoltella, Galleria d'Arte Moderna, Trieste


27 luglio - 30 settembre 2003

 

 


Rombi d'aereo, 1927


 



   Con Crali ed il volo dei futuristi si completa il “trittico” delle rassegne dedicate dal Comune di Trieste al centenario del primo volo umano.

   Ai Musei del Canal Grande il visitatore può immergersi nel mito aviatorio di Gabriele D’Annunzio nel suo particolare legame di spirito e azione con Trieste;
nel vicino Acquario può invece ripercorrere le tappe dell’evoluzione animale nel suo rapporto con l’aria ed in particolare conoscerne curiosità e specie volanti;
al Museo Revoltella, attraverso il tributo ad un uomo di queste terre, Tullio Crali, che si diceva “nato tra due simboli, l’aquila bicipite ed il leone alato, un dalmata tra Vienna e Venezia”, l’aeropittura futurista offre le sue suggestioni fantastiche e armoniose.

    “L’armonia è determinata dalla stessa continuità del volo”, spiega il manifesto dell’Aeropittura Futurista del 22 settembre 1929 “i1 principio delle prospettive aeree e conseguentemente il principio dell’Aeropittura è un’incessante graduata moltiplicazione di forme e colori con dei crescendo e diminuendo elasticissimi, che si intensificano o si spaziano partorendo nuove gradazioni di forme e colori. I frammenti panoramici sono ognuno la continuazione dell’altro, legati tutti da un misterioso e fatale bisogno di sovrapporre le loro forme e i toro colori, pur conservando fra loro una perfetta e prodigiosa armonia”.

    Tullio Crali è stato l’ultimo interprete dell’aeropittura futurista, fedele fino alla fine al percorso degli artisti innamorati della sfida alle stelle, delle violente lune elettriche, della straordinaria energia del sogno di Icaro, avvolto nell’”immenso dramma visionario e sensibile del volo”.

    Siamo orgogliosi di potere offrire alla città di Trieste l’opera di questo straordinario artista, protagonista del percorso di una delle avanguardie più interessanti del’900, che “ama il progresso dell’Italia più di se stesso” e null’altro chiede se non di “avere tutto il cielo a disposizione”.

               Roberto Menia
           Assessore ai beni e alle attività culturali




Il 1931 è un anno decisivo per la Storia dell’aeropittura.



    In febbraio Marinetti. per celebrare la trasvolata atlantica di Italo Balbo, organizza a Roma la I Mostra di aeropittura dei futuristi Balla, Ballelica, Benedetta, Diulgheroff, Dottori, Fillia, Oriani, Bruna Somenzi, Tato, Thayaht alla Camerata degli Artisti, e pubblica sul “Giornale della domenica” il manifesto de “L’Aeropittura”. Parte della mostra viene riproposta subito dopo a Firenze da Marasco e Thayaht e il 6 marzo, con straordinario tempismo, arriva, praticamente completa, a Trieste, dove il dinamico Bruno Sanzin riesce non solo a ottenere la sede del Circolo Artistico di via del Coroneo e il consenso del presidente, l’architetto Umberto Nordio, ma aggiunge agli espositori romani il gruppo dei futuristi di Padova, capeggiato da Dormal e due pittori giuliani Tullio Crali e Maria Lupieri. Scriverà più tardi: “Fu un avvenimento eccezionale, anche perché a Trieste non si era mai vista una raccolta del genere e di simile importanza. Marinetti, mi dette tutto il suo appoggio e partecipò all’inaugurazione con un discorso applauditissimo”.

    Con questa iniziativa Sanzin acquisisce il merito di avere riaperto il capitolo del futurismo giuliano, che sembrava chiuso per sempre dal l925, quando il gruppo formato a Gorizia da Sofronio Pocarini si era disperso ed era cessata ogni attività. Non è un caso che la mostra, ulteriormente ampliata, in maggio venga trasferita a Gorizia, a cura dello stesso Pocarini, che sembra ritrovare il vecchio entusiasmo e riconoscere in Crali colui che poteva fare rivivere il futurismo sulle rive dell’lsonzo.

    Dunque Trieste ha un ruolo evidente nella diffusione dell’aeropittura a livello nazionale ed è sembrato giusto, pertanto, nel preparare una mostra omaggio a Tullio Crali nel centesimo anniversario del primo volo, dedicare uno spazio alla ricostruzione (parziale, purtroppo, per la dispersione delle opere, e necessariamente non ristretta all’aeropittura) della mostra del’31,che comunque costituì anche il trampolino di lancio dell’aeropittore dalmata. Così, a confronto con le sue opere giovanili, si può vedere una piccola rassegna di nomi fondamentali per il futurismo italiano, Tato (con il suo noto “Lancio col paracadute”), Fortunato Depero di cui è esposto un arazzo molto bello “Ritmi veneziani”), Gerardo Dottori (con due sintesi di città, Venezia e Pisa) e Nello Voltolina (futurista veneto molto stimato da Crali) che in diversa misura sicuramente influirono nella maturazione del suo linguaggio.

    Ma naturalmente è Tullio Crali il protagonista di questa mostra, che si propone come obiettivo principale quello di definire il contesto in cui si forma e matura la sua personalità artistica, tra gli epigoni del futurismo giuliano, le prime esperienze di volo e i contatti con Marinetti e i futuristi italiani.

    Non poteva mancare, perciò, sia pure in forma molto sintetica, una parentesi dedicata ai futuristi goriziani della prima e della seconda ondata, Pocarini, Cossar, Cenisi e Saksida coi quali egli in diversi momenti ebbe rapporti molto stretti. Grazie alla disponibilità dei Musei provinciali di Gorizia, depositari di un importante fondo archivistico sul futurismo giuliano, e della famiglia Cenisi, è stato possibile documentare in mostra tutti questi artisti, con opere che sono particolarmente preziose perché sono gli unici resti della loro esigua produzione pittorica futurista. Un accenno si è voluto fare anche alla storia dell’aeroporto di Gorizia-Merna, che ha avuto un ruolo non secondario nello sviluppo dell’aviazione italiana tra gli anni venti e trenta e che sicuramente è stato importante nella vicenda personale di Tullio Crali, attratto verso l’aeropittura non solo dalle sollecitazioni intellettuali, ma anche dalla conoscenza diretta di questo mondo in piena evoluzione.

    Il percorso della mostra, comunque, prosegue anche oltre questi anni eroici e accompagna la lunga storia di Crali fino all’ultima “fiammata” rappresentata dai dipinti dedicati negli anni Ottanta alle Frecce tricolori. Potendo contare sull’aiuto di diversi musei e importanti collezioni private si è cercato di documentare tutto il suo itinerario aeropittorico dagli anni venti agli anni novanta con opere che erano da lui stesso ritenute molto rappresentative e con qualche interessante aggiunta, come “Aerocaccia I” da lui dedicato a uno dei protagonisti delta storia dell’aviazione militare e civile, Umberto Klinger, pilota della prima guerra mondiale e poi presidente dell’Ala Littoria.

    Un nucleo molto significativo di opere proviene dal Mart, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, che ha il merito di avere organizzato, nel 1994, la rassegna più completa sull’opera di Crali e che conserva nel Centro Internazionale del Futurismo, tra tanti preziosi documenti sul protagonisti di questo movimento, anche il Fondo Crali, l’archivio formato dall’artista in oltre mezzo secolo di attività futurista. Il Mart possiede anche una cospicua collezione di suoi dipinti e bozzetti, tra i quali sono state scelte le dodici opere che sono state generosamente prestate per questa mostra.

    Un apporto al completamento della documentazione sull’opera di Crali si è voluto dare anche con questo catalogo, nel quale è stata inserita una bibliografia molto ampia, difficile da reperire nelle pubblicazioni precedenti, soprattutto per quanto riguarda la fase iniziate della sua carriera.

    Il risultato complessivo non è di certo paragonabile alla grande mostra antologica che Crali giustamente si attendeva dalla sua terra d’adozione e che le istituzioni purtroppo non riuscirono mai a realizzare mentre era in vita. Ma è, comunque, importante avere creato l’occasione per ricordare questo artista originale, coraggioso e appassionato, e per riflettere sulla sua storia, che è intrecciata per buona parte con quella delle genti giuliane.

Maria Masau Dan
Direttore del Museo Revoltella

 









In alto volo, 1929





















Motore in panne, 1931
















Uomo e cosmo, 1933

















In volo sui campi di battaglia, 1938
















 



Info Mostra
CRALI


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Galleria d'Arte Moderna
Trieste


Catalogo e Mostra a cura di Maria Masau Dan