DADA

Cabaret Voltaire, 1916-1920


Parco della Musica
Auditorium Arte, Roma


31 ottobre 2003 - 14 dicembre 2003

 

 




    Mi piace pensare che la realizzazione di questa mostra a Roma, in uno spazio particolare come quello di Auditorium Arte, sia avvenuta per una sorta di "affinità elettive” e che il dinamismo e la vitalità dei gruppo di artisti che animava la piccola sala del Cabaret Voltaire nella Zurigo dei primi anni del Novecento siano in qualche modo legati all'entusiasmo e allo stimolo creativo che ci spinge, ancora oggi, a fare cultura, se non altro per dare forma alla dimensione immaginifica di un mondo possibile.

    L'incontro e lo scontro dei linguaggi espressivi, le contaminazioni artistiche e intellettuali che si respiravano all’interno del gruppo dadaista, sono anche il motore che anima il lavoro di questa amministrazione comunale.

    Roma, città di interscambio tra diverse culture, è nello stesso tempo fucina e vetrina, occasione d’incontro e di scambio, che favorisce la mescolanza dei linguaggi e, il più delle volte, ne determina lo sviluppo.

    Questa mostra, inoltre, è doppiamente significativa perché non si limita a presentare alcune opere del periodo dadaista, ma indaga le provenienze e le corrispondenze artistiche e intellettuali che hanno favorito la nascita del movimento attraverso le influenze della metafisica e del futurismo: de Chirico, de Pisis, Severini, Prampolini, che potrebbero sembrare presenze forzate all'interno di un percorso espositivo ben delineato come questo, sono invece ulteriori conferme del dinamismo e della vitalità di quei rapporti.

    Il carattere internazionale di questa mostra mette anche evidenza, ieri come oggi, gli stretti rapporti di collaborazione tra l'Italia e la Svizzera, e a questo proposito vorrei ringraziare personalmente l'Ambasciatore Alexis P. Lautenberg per il suo ruolo trainante nella realizzazione di questo evento.

    La Svizzera del Cabaret Voltaire mette in luce il suo carattere interdisciplinare, lo stesso carattere che l’Auditorium Parco della Musica sostiene e promuove, per dare a Roma il viatico di "città plurale": in costante equilibrio fra tradizione e innovazione, fra passato e futuro. Accade talvolta che la simbiosi tra "contenitore" e "contenuto" avvenga non per casualità, ma per un preciso disegno culturale, per le "affinità elettive" di cui sopra, e a me non resta che il piacevole compito di testimoniarlo.

Walter Veltroni
Sindaco di Roma











MAN RAY
Portemanteau, 1910





KURT SCHWITTERS
Quadro Merz, 1919





FARFA (vittorio Tommasini)
Unghie come denti di balena, 1925




ENRICO PRAMPOLINI
Intervista con la materia,1930





ALBERTO SAVINIO
Ambizione, 1944-45





GIORGIO DE CHIRICO
Senza Titolo, 1917












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