GERARDO DOTTORI

The Futurist view


Estorick Collection of modern italian art, London

9 Luglio – 7 Settembre 2014








Arturo Bragaglia, Gerardo Dottori Futurist, 1920 ca








ROBERTA CREMONCINI, DIRETTORE



    >Fuori dall'Italia la tendenza principale degli storici dell'arte è stata quella di identificare il Futurismo con una gamma molto ristretta di interessi tematici e qualità stilistiche codificate dai pittori appartenenti al movimento in un flusso continuo di dichiarazioni dottrinarie. Tuttavia questa così riduttiva interpretazione della complessa estetica e del carattere ideologico del Futurismo si è dimostrata miseramente inadeguata nel tentativo di definire un movimento che, agli inizi degli anni Quaranta, aveva visto centinaia di artisti e di scrittori passare nelle sue fila, provenienti da tutte le regioni di Italia e spaziando fra molte generazioni, ognuna delle quali ha portato il suo individuale ed unico contributo allo sviluppo di una ricca e sfaccettata 'estetica futurista'. Apparentemente il più prescrittivo di tutti quei movimenti compresi nelle cosiddette Avanguardie Storiche, il Futurismo ha invece lasciato ai suoi artisti un largo spazio di manovra e di espressione personale, premiando l'esuberanza creativa e la vitalità al di sopra della servile aderenza al dogma - un fatto che spiega molte delle sue presunte contraddizioni e incongruenze. La carriera di Gerardo Dottori è in questo contesto emblematica: un artista i cui istintivi impulsi futuristi non hanno mai esercitato una influenza limitante sulla sua arte, o lo hanno ristretto ad esercizi formali nell'estetica della macchina, ma piuttosto hanno agito come forza liberatoria rendendolo capace di dare espressione ad una risoluta preoccupazione personale sul 'dinamismo universale'. Nel 1910 i futuristi notavano "come tutte le cose si muovono, tutte le cose si rincorrono, tutte le cose cambiano rapidamente". Per Dottori, cresciuto nella campagna umbra, questo era un assioma apparente nell'andamento della natura e del cosmo come lo era per i suoi colleghi futuristi a Milano o a Roma, che osservavano il movimento delle automobili e della 'vita frenetica delle nostre grandi città'. L'opera di Dottori, senza dubbio una delle figure più importanti del Futurismo fra le due guerre, ci ricorda appunto quanto diversificato e multivalente fosse questo movimento infinitamente affascinante.

    Il mio sincero ringraziamento va a Massimo Duranti, per aver reso possibile questa mostra ed ai suoi collaboratori degli Archivi Gerardo Dottori di Perugia: Andrea Baffoni, Francesca Duranti e Antonella Resola. Naturalmente sono riconoscente a tutti i prestatori che hanno così generosamente accettato di contribuire a questa importante mostra - la prima ad essere interamente dedicata all'opera di Dottori nel Regno Unito. Vorrei inoltre ringraziare Nicola Todaro Marescotti, dell'Ambasciata italiana a Londra, per la sua collaborazione. La mia riconoscenza va naturalmente al Comune di Perugia, Regione Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e ad Augustum Opus per il suo contributo all'iniziativa. Un ringraziamento va anche ad Antonio Sgamellotti e a tutta l'equipe del MOLAB, in particolare Francesca Rosi (CNR) e Mattia Patti (Università di Pisa) coordinatori del Progetto FUTURAHAMA, per le importanti ed interessanti indagini non invasive su un gruppo di opere di Gerardo Dottori, nonché su molte opere della collezione Estorick. Infine un grazie particolare ai miei collaboratori alla Estorick Collection che condividono con me l'entusiasmo per la promozione dell'arte italiana del XX secolo in Inghilterra.




Dottori allo scrittoio futurista



DOTTORI, IL DOTTORI, IL FUTURISTA DELLA NATURA DINAMICA E DEL VEDUTISMO D’AVANGUARDIA
Massimo Duranti
PREMESSA



    Precisata ormai laPrecisata ormai la collocazione storica di Gerardo Dottori nella lunga vicenda futurista con le ricerche e gli studi dei quali si da conto nel Catalogo generale, nonché le numerose mostre - non ultima la partecipazione a Italian Futurism 1909-1944, ancora in corso a New York -, questa occasione espositiva alla Estorick Collection of Modern Italiana Art di Londra, la prima personale nella Capitale Britannica, si rivela importante per sottolineare la dimensione internazionale dell'artista ricordando al riguardo anche le sue partecipazioni alle mostre storiche inglesi sul Futurismo. Senza dimenticare poi che dal 1972 una sua opera fondamentale è nella collezione della Tate Gallery, da lui donata, della quale scrive in questo catalogo Andrea Baffoni. A proposito della cui definitiva datazione sarebbe (il condizionale è d'obbligo perché la proposta, più avanti esplicitata, non so mentre scrivo se potrà essere realizzata) una circostanza irripetibile, per l'opportunità di un fondamentale confronto con alcune altre opere esposte, al fine di una loro più corretta collocazione temporale nella produzione dell'artista.
Sarà questa anche Sarà questa anche l'occasione per precisare il senso delle definizioni - apparentemente di dileggio - di "futurista rurale" e di "mistico del futurismo" che dettero alcuni suoi sodali all'epoca, che, in verità, si era un po' cucito addosso da solo5. Per la mostra e per questo insieme di conseguenti opportunità di approfondimento, debbo ringraziare la Estorick Collection e la direttrice Roberta Cremoncini, insieme al suo staff, per la fondamentale collaborazione alla riuscita di questa importante mostra. Un ringraziamento formale devo rivolgere ai miei collaboratori degli Archivi Dottori: Antonella Pesola, Andrea Baffoni e Francesca Duranti per il lavoro di aggiornamento della cronologia ad annum di Dottori, per il nuovo apparato sulle mostre, inedito, per la rielaborazione ed aggiornamento della bibliografia.

DOTTORI, LA CRITICA INTERNAZIONALE PER UN ARTISTA A TUTTO TONDO



    Le quasi cinquanta opere in mostra costituiscono un insieme di esiti eccellenti, rappresentativi della specificità del linguaggio e della poetica di Dottori, ampiamente sottolineati dalla critica internazionale del suo tempo, come da quella che si è espressa successivamente alla sua scomparsa. Questa rilettura della pubblicistica dottoriana dagli anni Venti in poi rivela che l'artista, nato in provincia, venne presto collocato in una dimensione sovranazionale. Limitandoci a una rapida carrellata degli autori stranieri, rinviando per una disamina completa della fortuna critica dottoriana al saggio di Antonella Resola nel Catalogo generale, vale la pena ricordare - fra gli altri - che nel 1924 Tancrede Viala scrive "(Dottori) si dimostra superiore e concepisce l'estetica con uno stile sintetico dei più interessanti". Da par suo, De Saint Aignan nel 1926 che afferma "Dottori deve essere considerato come uno dei maestri del Futurismo... uno dei più potenti come entità originale". Viala, nel 1927 torna a scrivere su Dottori definendolo "il più grande dei futuristi...una nobile e geniale figura d'artista". Scrivono inoltre dell'artista, Tristan Sauvage, Pittura italiana del dopoguerra (1945-1957), Schwarz, Milano 1957 e Rosa Trillo Clough nel 1961, Futurism: thè story ofa modern art movement, a new appraisal, New York. Per Alberto Sartoris nel 1968 Dottori è "anche una delle prime e delle più interessanti figure dell'astrattismo". A questa letteratura sull'artista di largo respiro, fa riscontro anche la presenza in esposizioni fuori dell'Italia, che nel solo decennio 1920-1930 lo portano nel 1920 a Ginevra e nel 1921 a Parigi, Praga, ancora Ginevra; nel 1922 Berlino; nel 1923 Parigi e Ginevra; nel 1924 a Vienna; nel 1926 New York; nel 1927 ancora New York; nel 1928 Barcellona e New York; nel 1929 Barcellona e Parigi.

    La critica europea (e le presenze internazionali) hanno dunque chiarito che il futurista umbro è artista di valenza internazionale anche al di là e al di sopra del suo essere stato futurista, nell'ambito dell'arte del Novecento. Una valenza che si è nutrita delle profonde radici artistico-culturali del futurista umbro che assimilò e non disdegnò, in realtà, neanche riguardo alla lezione dei primitivi umbri, quella di Perugino e del meglio della cultura artistica rinascimentale centro italiana. A questa ricorse spesso per la sua pittura murale sacra da committenza, dove non poteva che sussurrare l'avanguardia futurista. In proposito M. Apa scrive "recuperando Dottori nell'impaginato stilistico l'idioma segreto peruginesco e raffaellesco. Senza dimenticare che Dottori è stato pittore, muralista, design, scenografo, poeta, scrittore, giornalista e critico d'arte, docente e direttore di un'Accademia d'arte. In definitiva, un artista ed intellettuale a tutto tondo. Certo, Dottori è ormai conosciuto per essere stato il Maestro dell'Aeropittura, dunque dello svolgimento più significativo del Futurismo della metà degli anni Venti del Novecento, ma occorre, ancora una volta, precisare che ha vissuto anche la prima stagione futurista dal 1912, seppure in provincia e con pochi, ma significativi affacci nazionali.








FANCIULLA UMBRA, 1904




PRIMAVERA, 1912




MOTOCICLISTA, 1914




RITMI ASTRALI, 1916




ESPLOSIONE, 1916-17




SCONTRO DI TRENI, 1919




FLORA, 1925




INCENDIO CITTA’, 1926




AUTORITRATTO, 1928




FORME ASCENSIONALI (O FORZE ASCENSIONALI), 1930




PAESAGGIO CON ARCOPAESAGGIO CON ARCOBALENO, 1932




GOLFO DELLA SPEZIA, 1935


 

LAGO-ALBA, 1942




RITMI FORME DI DONNA, 1942




Info Mostra
Gerardo Dottori - The Futurist View



9 Luglio - 7 Settembre 2014

Estorick Collection of Modern Italian Art
39A Canonbury Square, London, N1 2AN

Ingresso gratuito